Dalle sezioni del PCL

PRC. ANCHE IN EMILIA-ROMAGNA I FERRANDIANI DEL PCL

TERRA: ALL'OPPOSIZIONE OVUNQUE: COMUNI, PROVINCE, REGIONE

29 Giugno 2006

Bologna - I dissidenti del Prc marciano anche in Emilia-Romagna. Per essere precisi sfilano, visto che il loro debutto pubblico a livello regionale lo faranno a Bologna, il 2 agosto, in occasione del corteo per l'anniversario della strage alla stazione. Uno degli esponenti locali del Partito Comunista dei Lavoratori (Pcl), il movimento creato da Marco Ferrando, e' Michele Terra, da sempre nella minoranza trozskista e critico nei confronti della maggioranza di Rifondazione che in Emilia-Romagna e' alleata del centrosinistra in Regione e in tutti i Comuni capoluogo. Terra e' fra i sette ex dirigenti nazionali del Prc che hanno dato vita a questa ennesima scissione: "Per ora siamo un movimento, ma contiamo entro un anno di diventare un vero e proprio partito". Difficile dire per Terra quanta gente i ferrandiani hanno portato via al Prc: "Molti compagni quest'anno hanno preferito non rinnovare la tessera, e altri addirittura non erano piu' iscritti gia' dal 2005. Al momento, comunque, possiamo contare su 2-300 attivisti". Ci sono anche alcuni consiglieri di quartiere e comunali, "ma nelle realta' piu' piccole". La linea e' semplice: "Siamo per l'opposizione, tanto al governo nazionale quanto a quello regionale e a quelli comunali". Del resto, dice Terra, "Bologna e' la dimostrazione di cosa intende fare il centrosinistra nelle amministrazioni locali. Prima si presenta come alternativa alla destra, ma in realta' sono tanti i punti di convergenza". Come "le grandi, inutili, opere, che servono solo a Confindustria e alla Legacoop". E' il caso, conclude Terra, del people mover, "su cui la Regione ha immediatamente manifestato la sua disponibilita' a finanziarlo".

(DIRE)

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