Dalle sezioni del PCL
No alle misure governative sulle pensioni No al Governo Prodi-Padoa Schioppa
Volantino mcPCL Torino
17 Maggio 2007
Il Ministro Padoa-Schioppa, da sempre garante dei banchieri, l’ha detto con chiarezza: “Il mondo dell’impresa è il vero beneficiario di questa Finanziaria. Sommando la riduzione del cuneo fiscale, i crediti d’imposta e i fondi per la ricerca, la Finanziaria dirotta sulle aziende un terzo delle risorse destinate allo sviluppo. Non era mai accaduto nel passato.” da“La Repubblica”
Milioni di lavoratori sono penalizzati, colpiti dalle nuove tasse locali, dall’introduzione dei ticket sanitari, per non parlare dei memorandum sulle pensioni.
L’elevamento dell’età pensionabile e la revisione dei coefficienti rappresenta un duro colpo per i lavoratori e i disoccupati. E’ sempre più chiara l’intenzione del Governo di abbassare ulteriormente le pensioni pubbliche per favorire la grande Finanza attraverso la truffa del TFR nei fondi pensione, ove i cosiddetti fondi integrativi non sono altro che un ulteriore regalo ai poteri forti.
Un simile programma merita una risposta immediata da parte dei lavoratori con uno sciopero generale in grado di far capire al padronato, al governo con tutti quelli che lo sostengono, che i lavoratori non ci stanno: non basta far manifestare i pensionati (come fanno CGIL-CISL e UIL), occorre che i lavoratori in produzione facciano sentire tutto il loro peso.
Ma, siccome questi sacrifici sono varati da un governo di Centrosinistra, le nuove sinistre di governo (a partire dal PRC di Bertinotti-Giordano) e le burocrazie sindacali (a partire da Epifani) fanno la voce grossa a parole, ma non mobilitano i lavoratori verso lo sciopero generale per bloccare lo scalone o gli scalini, e chiedere con forza il ritorno delle pensioni al sistema retributivo a ripartizione e forti aumenti per i lavoratori in pensione.
E’ necessaria una svolta su contratti, pensioni, lavoro precario.
Organizziamo una risposta generale di lotta che affermi un punto di fondo: i lavoratori non sono più disposti a fare sacrifici per gl’industriali, i banchieri e i loro governi: basta con le morti sul lavoro!!!
Lo sciopero generale è l’unica risposta a questo governo, a questo padronato. Che i consigli di fabbrica, che le RSU si facciano interpreti delle necessità e dei malumori dei lavoratori organizzando fermate nei reparti e nelle fabbriche.
Imponiamo a CGIL-CISL e UIL la volontà dei lavoratori: si può tornare a vincere, si può ribaltare l’attuale situazione, ma è necessaria una nuova sinistra, una sinistra che rompa con gli interessi capitalistici, che stia fino in fondo dalla parte dei lavoratori.
Per uno sciopero generale in difesa dei contratti, delle pensioni e del salario.
Per l’unità dei lavoratori, organizziamo assemblee e fermate sul lavoro.








