Dalle sezioni del PCL
Partito Comunista dei Lavoratori in piazza per sensibilizzare sulle missioni militari dell'Italia
NUOVA FORMAZIONE. Presenza in Afghanistan e all'estero, dell'Italia
18 Luglio 2006
Pubblichiamo il comunicato stampa apparso il 15 cm su "Il Cittadino della Brianza" riguardo il presidio informativo che il Pcl della Brianza ha tenuto a Lissone contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Il comunicato è apparso su un giornale locale di notevole importanza e tiratura.
"Nel pomeriggio di sabato 8 luglio, i sostenitori locali del Movimento costitutivo del Partito Comunista dei Lavoratori hanno tenuto nel centro di Lissone un presidio informativo per sensibilizzare la cittadinanza sul tema delle missioni militari italiane all'estero e della guerra in Afghanistan. Una guerra di aggressione che dura da oltre 5 anni e che ha causato migliaia di vittime. Una guerra che, ben lungi dal debellare il terrorismo intenazionale, ha invece lo scopo di consentire alle potenze imperialiste di arraffare sul campo tutto cio che serve per consolidare la loro egemonia: dagli oleodotti al monopolio delle risorse. In questo quadro per il Pcl la scelta di Prc, verdi, Pdci, sin.Ds di appoggiare, nel modo o nell'altro, il decreto di rifinanziamento, si configura come un voltafaccia e una vergognosa capitolazione. Un voltafaccia perchè dal governo accettano ciò che dall'opposizione hanno respinto per ben 8 volte; una capitolazione perchè questa sinistra oggi con il suo voto straccia i suoi proncipi, barattendo il pacifismo con un piatto di lenticchie. Chi come il Prc bertinottiano parla di "riduzione del danno", si arrampica sui vetri (o meglio: sui carri armati) perchè la sostanza di questo decreto non cambia: l'Italia continua a partecipare ad una missione Nato! Nel corso dell'iniziativa è stata distribuita una lettera aperta in cui si chiede ai deputati e senatori della sinistra italiana"un salutare atto di disobbedienza votando NO al rifinanziamento della missione militare". Un atto di dignità questo che potrebbe avere delle importanti ricadute politiche, riproponendo nel paese un crinale distinguibile tra le ragioni di una sinistra finalmente riconoscibile, e le ragioni del militarismo colonialista che oggi accomuna il centro dell'Unione al Centrodestra".








